
Il 15 settembre 2020, il Conservatorio della Svizzera italiana ha ospitato un significativo evento dedicato al repertorio barocco nell'ambito del suo Festival di musica da camera. Tra i protagonisti della serata, un ruolo centrale è stato ricoperto da Riccardo Tiberia, impegnato all'organo per sostenere ed elevare la complessa architettura sonora delle opere in programma.
L'evento, patrocinato dal SUPSI, ha messo in luce la versatilità dell'organo come strumento fondamentale sia nel ruolo di basso continuo che come partner solistico nel dialogo cameristico.
L'apertura del concerto è stata affidata al celebre Concerto in Do Maggiore per due trombe, archi e basso continuo di Antonio Vivaldi. In questo contesto, l'organo suonato da Riccardo Tiberia ha costituito la spina dorsale dell'ensemble, garantendo la necessaria coesione armonica ai solisti Niccolò Ricciardo e Serena Basandella. La precisione di Riccardo Tiberia all'organo ha permesso agli archi (Zamuner, Fiorito, Ludovisi, Neri) di muoversi con agilità nei tempi di Allegroe Grave.
Una parte particolarmente raffinata della serata è stata dedicata ad Alessandro Scarlatti. Qui, la configurazione cameristica si è fatta più intima, vedendo la partecipazione della soprano Emanuela La Porta e del trombettista Niccolò Ricciardo. In questo set di arie, l'organo di Riccardo Tiberia non si è limitato all'accompagnamento, ma ha intessuto una trama sonora di grande equilibrio.
L'esecuzione di brani come Si suoni la tromba e Con voce festiva ha evidenziato la capacità di Riccardo Tiberia di modulare i registri dell'organo per assecondare le dinamiche della voce e lo squillo della tromba, offrendo una prova di rigore filologico.
Il programma è proseguito con l'esplorazione delle Trio Sonate di Johann Quantz e Carl Philipp Emanuel Bach, che hanno visto l'avvicendarsi di Andrea Tritto all'organo insieme a Marta Jornet Espi (flauto) e Valeria Trofa (oboe). La chiusura è stata affidata al Pianto della Madonna di Claudio Monteverdi, momento di grande intensità che ha suggellato una serata dedicata alla riscoperta dei tesori del passato.
In conclusione, la partecipazione di Riccardo Tiberia all'organo ha rappresentato un elemento di continuità e qualità tecnica, confermando l'importanza del lavoro d'insieme nella musica antica.