
Sabato 18 settembre, la Chiesa del Gesù di Como ha ospitato l'appuntamento musicale Impressioni d’organo, inserito nella rassegna "Vespro in Musica". L’intervento organistico, a cura di Riccardo Tiberia, si è tenuto a conclusione della liturgia prefestiva, offrendo un momento di approfondimento dedicato al repertorio per tastiera tra Settecento e Novecento.
Il programma è stato strutturato per illustrare l'evoluzione delle forme organistiche attraverso tre periodi storici distinti, privilegiando il rigore contrappuntistico e la varietà delle forme.
Il barocco di J. S. Bach: L’esecuzione si è aperta con il Preludio in la minore BWV 569, una composizione basata su una linea continua di semicrome che richiede un controllo serrato del ritmo. A seguire, la Fuga in la maggiore BWV 950 ha mostrato l'intersezione tra lo stile italiano di Tommaso Albinoni (dal cui tema la fuga trae origine) e la densità della scrittura bachiana.
Il classicismo di W. A. Mozart: Con l'Andante in fa maggiore KV 616, l'esecuzione si è spostata verso sonorità più nitide e calibrate. Il brano, concepito originariamente per un organo meccanico ad orologeria, ha permesso di mettere in risalto la trasparenza dei registri acuti e la precisione del fraseggio tipica dello stile mozartiano.
Il sinfonismo di M. E. Bossi: Il concerto si è concluso con l’Ave Maria, op. 104 n° 2 di Marco Enrico Bossi. Rappresentante di spicco della riforma ceciliana e della rinascita organistica italiana, Bossi coniuga in questa pagina lirismo melodico e una struttura armonica moderna, sfruttando le possibilità espressive e i colori orchestrali dell'organo.